Dal
1990 presso l’Azienda CTO/MARIA ADELAIDE è stato
messo a punto un programma "Buon Uso del Sangue" (
BUS) al fine di evitare o ridurre le trasfusioni
di sangue (sangue da donatore) negli interventi di
chirurgia maggiore programmata, dove e’ previsto
un forte sanguinamento. L’obiettivo di questo
progetto e’ quello di garantire a tutti i pazienti,
una serie di programmi diversi e personalizzati a
seconda delle esigenze chirurgiche e delle caratteristiche
del malato stesso. Anche se il sangue non e’ mai
stato sicuro come adesso, e malgrado gli esami di
controllo vengano eseguiti su ogni sacca di sangue,
la trasfusione rimane comunque una terapia non completamente
esente da rischi. Come e' ben noto i rischi legati
alle trasfusioni sono: l’insufficienza respiratoria
acuta da trasfusione, la trasmissione di agenti infettivi
, le reazioni allergiche, le alterazioni immunitarie
e la maggior incidenza di infezioni post-operatorie.
Cercare
di evitare o ridurre le trasfusioni vuol dire, pertanto,
garantire una maggior sicurezza per il paziente e
una riduzione dei tempi di ricovero ospedaliero.
In accordo con le direttive emanate dal Ministero della Sanita’ nella legge 107/90, dal 1990, il Servizio di Anestesia e Rianimazione in collaborazione con il Servizio immunotrasfusionale (SIT) ha messo a punto un programma che nella sua forma completa prevede:
-Predeposito
-Emodiluizione Acuta Preoperatoria
-Recupero intra e postoperatorio
-Applicazione delle linee guida ministeriali per
la trasfusione di sangue, plasma, piastrine e fattori
della coagulazione
Predeposito, emodiluizione acuta preoperatoria
e recupero intra e postoperatorio sono tecniche autotrasfusionali.
Per tecnica autotrasfusionale si intende quella
metodica in cui il paziente "dona sangue" a se stesso
e in caso di necessita’ ricevera’ il
proprio sangue e non il sangue di altra persona.
Nelle trasfusioni tradizionali il sangue viene invece
donato da una persona diversa da quella che lo ricevera’.
Riassumendo: nella trasfusione tradizionale il donatore
e il ricevente non sono la stessa persona; nella
autotrasfusione donatore e ricevente sono il malato
stesso.
Dal 1991 abbiamo costituito il Comitato Buon Uso
del Sangue che si riunisce periodicamente per valutare
i vari programmi, controllarne l’applicazione
e apportare eventuali modifiche. Ogni reparto dell’ospedale
ha designato un referente che collabora con il comitato
in caso di necessità.
Dal 2000 il Buon Uso del Sangue è identificato
come una Funzione Assistenziale trasversale dell’Azienda
sviluppata in ottica di sistema, afferente ad una
struttura semplice dipartimentale dedicata.
Il predeposito o salasso preoperatorio e’ una tecnica autotrasfusionale in cui il paziente durante le settimane precedenti all’intervento chirurgico, dona sangue a se stesso. Il sangue raccolto in sacche apposite viene conservato in frigoriferi a temperatura costante (emoteche) e potra’ essere trasfuso al paziente, se sara’ necessario, durante o dopo l’intervento chirurgico.
In accordo alle direttive del Ministero della Sanità,
abbiamo esteso tale protocollo a tutti i pazienti
da sottoporre a interventi di chirurgia d’elezione
che prevedono un sanguinamento superiore od uguale
a 600 ml.
Al CTO, l’intera prestazione e’ erogata
al 5° piano, dove sono ubicati gli ambulatori
di Anestesiologia e di Medicina Trasfusionale. E’ eseguita
nell’ambito della preparazione preoperatoria.
Non e’ necessaria impegnativa o ticket aggiuntivo
a quelli dovuti per la preparazione preoperatoria.
L’orario di erogazione del servizio e’ dalle
8 alle 14 dal lunedi al venerdi’ di tutti i
giorni lavorativi.
Il paziente che ha gia’eseguito gli esami di
routine preoperatori in una precedente seduta, e’ sottoposto
a visita anestesiologica e coloro che rispondono
ai criteri di ammissione al programma, ricevono dall’Anestesista,
tutte le informazioni necessarie. In caso di accettazione
della metodica, il paziente viene successivamente
visitato dal Trasfusionista per la valutazione di
sua competenza.
Ogni paziente ritenuto idoneo al programma, se
acconsente alla metodica, dopo aver firmato il
consenso informato, viene sottoposto al primo predeposito
e prenotato per i salassi successivi secondo tempi
e modi compatibili con i tempi chirurgici.
Nella procedura con conservazione di sangue intero,
intervallo minimo tra i vari prelievi è di
3-4 giorni e tra l’ultimo prelievo e l’intervento
chirurgico devono trascorrere almeno 72 ore. Nella
procedura che prevede la separazione cellulare con
conservazione dei globuli rossi concentrati e la
reinfusione immediata al paziente di plasma, cambia
modalità e tempistica su indicazione del medico
trasfusionista.
Nel caso di pazienti residenti in comuni o regioni
distanti dal nostro presidio, previo accordo con
il nostro SIT, i salassi possono essere eseguiti
direttamente dal centro trasfusionale di competenza,
che si occuperà della conservazione e dell’invio
delle unità raccolte in tempo utile per l’intervento.
Il numero di salassi normalmente è standarizzato
in base al tipo di intervento da eseguire :(e’ prevista
la raccolta di 2 unita’ di sangue per gli interventi
di protesi totale di anca e di protesi totale di
ginocchio, 3 unita’ per i reimpianti di anca
e ginocchio e le stabilizzazioni vertebrali). Ciascun
programma può essere modificato e personalizzato
in base alle carattiristiche del paziente o dell’intervento
chirurgico.
Anche per quanto riguarda il presidio Maria Adeladeide
e’ stato realizzato un analogo progetto.
L’emodiluizione acuta preoperatoria e’ una tecnica autotrasfusionale che prevede la raccolta di sangue del paziente il giorno stesso dell’intervento chirurgico. Il sangue cosi’ raccolto verra’ reifuso al paziente stesso, al termine dell’intervento. Questa metodica è attuata in casi particolari dove le perdite ematiche previste siano almeno pari a 1000 ml e l’ematocrito del paziente sia uguale o superiore al 40%, sempre che le condizioni del paziente non controindichino la metodica.
Se il paziente necessita di questa tecnica, riceve dall’anestesista tutte le spiegazioni necessarie e in caso di accettazione firma un consenso informato. L’emodiluizione acuta preoperatoria e’ eseguita direttamente in sala operatoria dall’anestesista che garantisce la monitorizzazione delle funzioni vitali.
Durante gli interventi chirurgici esiste sempre
un certo sanguinamento. In alcune chirurgie, come
quella ortopedica, le perdite ematiche sono maggiori
e soprattutto non terminano con l’atto chirurgico,
ma continuano anche nel periodo postoperatorio. Per
alcuni interventi si rende pertanto necessario l’utilizzo
del recupero intra e/o postoperatorio.
Se l’anestesista e il chirurgo lo ritengono
necessario, durante la seduta operatoria viene predisposto
il programma recupero delle perdite ematiche. Sono
disponibile macchine per il recupero intra e postoperatorio
sia nelle sale operatorie del presidio CTO che del
presidio MARIA ADELAIDE , sia nel DEA del presidio
CTO. L’intera esecuzione della raccolta intraoperatoria è eseguita
dall’anestesista di sala e avviene sia tramite
l’aspiratore direttamente dal campo chirurgico,
sia tramite una sacca di raccolta posta in posizione
declive rispetto alla ferita. Il sangue così raccolto
viene sempre sottoposto a separazione, filtrazione
e lavaggio prima di essere reinfuso.
Il recupero intraoperatorio viene eseguito se le
perdite ematiche previste sono tali da poter ipotizzare
almeno il completamento di 2 cicli di recupero. In
tutte le fasi della metodica, l’anestesista
si avvale della collaborazione di CPSI adeguatamente
addestrati.
Se è necessario attuare il recupero postoperatorio
questo è predisposto nelle sale risveglio
annesse alle sale operatorie durante le ore successive
all’intervento.
Responsabile del progetto: Dr.ssa Laura Burbi
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